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“Soltanto nelle prossime settimane si potrà saper con certezza per quanti dei 660 connazionali non rintracciati al 31 dicembre, sarà lecito presumerne ai sensi di legge l'avvenuto decesso.”

(Min. degli Affari Esteri G. Fini, 1° Gennaio 2005)

 

 

 

La dichiarazione di morte presunta in seguito a calamità naturali come,  quella che ha colpito il Sud Est Asiatico il 26 Dicembre 2004,  è quella di cui si trova traccia all’Art. 60 c. 3 c.c., il quale recita:

Quando alcuno e` scomparso per un infortunio e non si hanno  piu`
notizie  di lui,  dopo due anni dal giorno dell'infortunio o,  se il
giorno non e` conosciuto,  dopo due anni dalla fine del mese  o,  se
neppure  il  mese  e`  conosciuto,   dalla  fine  dell'anno  in  cui
l'infortunio e` avvenuto.”
 
È bene, quindi sapere che, ai sensi di legge, e salvo il varo di decreti o leggi singolari (come fu fatto
per il Terremoto in Irpinia del 23 Novembre 1980), nessuna dichiarazione di morte presunta per i nostri 
connazionali presenti sullo scenario della catastrofe può essere pronunciata prima del 26 Dicembre 2006 
(si consideri che tale disposizione è un’eccezione alla previsione generale di cui all’Art. 58 c.c. che 
parla di 10 anni di assenza e che il codice della navigazione disciplina in modo ancora diverso la 
dichiarazione di morte presunta per gli scomparsi in mare). La dichiarazione di morte 
presunta (ex art. 61 c.c.),nel caso in oggetto relativo al maremoto del Sud Est Asiatico, stabilirà che, 
per gli effetti di legge, la persona per cui se ne sarà fatta richiesta risulterà deceduta in data 
26 Dicembre 2004 all’ora in cui l’onda ha colpito la costa del Paese dove questi si trovava (ove il dato 
orario sia disponibile). L’istanza di dichiarazione di morte presunta, ai sensi dell’Art. 62 c.c. può 
essere pronunciata dal giudice su istanza del pubblico ministero o di chi ne abbia interesse (per esempio
 gli eredi), come da rinvio all’Art. 50 c.c., nei casi in cui non sia stato possibile procedere agli 
accertamenti previsti per la compilazione dell’Atto di morte. Le conseguenze giuridiche della 
dichiarazione di morte presunta (previste dagli artt. 63, 64, 65 c.c.)sono quelle che seguirebbero 
all’accertamento della morte della persona fisica: essenzialmente l’apertura della successione e la fine 
naturale del matrimonio con la possibilità conseguente per il coniuge di contrarre nuove nozze.

Effetti, questi, che possono non essere definitivi in quanto, se la persona di cui è stata dichiarata la morte presunta fa successivamente ritorno, o comunque ne è provata successivamente l’esistenza, tale soggetto riacquista i diritti sui beni oggetto della successione (salvo sopraggiunta usucapione) ed i diritti relativi alle obbligazioni che erano state ritenute estinte per causa di morte (il cui adempimento può essere comunque preteso dagli eredi per il tempo anteriore alla morte  ove la data della morte venga anche successivamente accertata), come previsto dall’Art. 66. Il secondo matrimonio del coniuge della persona di cui è stata dichiarata la morte presunta, in forza dell’Art. 68 c.c., è nullo qualora la persona presunta morta faccia ritorno o se ne provi in qualche modo l’esistenza in vita; per il terzo comma dello stesso articolo

“La  nullita`  non  puo`  essere  pronunziata  nel caso in cui e`
accertata la morte,  anche se avvenuta  in  una  data  posteriore  a
quella del matrimonio.”.

La dichiarazione di esistenza, che annulla gli effetti della dichiarazione di morte presunta, e l’accertamento della morte sono normati dall’Art. 67 c.c., il quale afferma:

“La dichiarazione di esistenza della persona di cui e` stata
dichiarata  la  morte  presunta e l'accertamento della morte possono
essere sempre fatti,  su  richiesta  del  pubblico  ministero  o  di
qualunque interessato, in contraddittorio di tutti coloro che furono
parti nel giudizio in cui fu dichiarata la morte presunta.”

In conclusione, in considerazione dei lunghi tempi per la dichiarazione di morte presunta,non si può omettere,per dovere di completezza, un riferimento al più immediato meccanismo di tutela degli interessi della persona dispersa e dei suoi eredi e creditori: la scomparsa disciplinata dall’Art. 48 c.c. i cui due commi recitano:

“Quando una persona non e` piu` comparsa nel luogo del suo ultimo
domicilio o dell'ultima  sua  residenza  e  non  se  ne  hanno  piu`
notizie, il tribunale dell'ultimo domicilio o dell'ultima residenza,
su  istanza  degli interessati o dei presunti successori legittimi o
del pubblico ministero, puo` nominare un curatore che rappresenti la
persona in giudizio o nella formazione degli inventari e dei conti e
nelle liquidazioni o divisioni in cui sia interessata,  e puo`  dare
gli  altri provvedimenti necessari alla conservazione del patrimonio
dello scomparso.”
  “Se vi e` un legale rappresentante,  non si fa luogo alla  nomina
del  curatore.  Se  vi  e`  un  procuratore,  il  tribunale provvede
soltanto per gli atti che il medesimo non puo` fare.”

 

 

Francesco Ristori

Studente di Scienze Giuridiche

Università degli Studi di Genova

 

 

Fonti:

http://www.esteri.it/ita/0_1_01.asp?id=605

www.cercaleggi.it

"E se... - Volume 1, Moduli di diritto civile", Paolo Monti, Zanichelli, Anno 2000

Istituzioni di Diritto Privato, Prof. Vincenzo Roppo, Monduzzi 2001